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Le Commissioni regionali Prima e Quarta, riunite in seduta congiunta, hanno approvato a maggioranza il disegno di legge intitolato “Sviluppo della ricerca applicata nel comparto sanitario. Promozione delle attività del Centro avanzato di diagnostica”. Il provvedimento approderà in Aula per l’esame definitivo giovedì 22 gennaio. Relatori saranno Davide Zappalà (Fratelli d’Italia) per la maggioranza e Monica Canalis (Partito Democratico) per le opposizioni.
Il testo punta a valorizzare e rilanciare l’ex Centro antidoping, trasformandolo in un Centro avanzato di diagnostica. «Si tratta di una norma – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi – che permette di riconvertire l’ex Centro antidoping, mantenendo una struttura importante al servizio della sanità pubblica».
Il Centro vede la partecipazione, per la componente pubblica, dell’Università di Torino, dell’Azienda ospedaliero-universitaria San Luigi di Orbassano, di Azienda Zero, della Regione Piemonte e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. L’ente dispone di un bilancio annuo di circa 3 milioni di euro e impiega complessivamente 27 dipendenti e tre collaboratori.
Tra le principali funzioni assegnate figurano attività di ricerca e sviluppo applicativo nel campo delle biotecnologie, l’elaborazione di protocolli avanzati in biologia molecolare e genetica forense, il contrasto agli illeciti legati all’uso di droghe, farmaci e sostanze dopanti, oltre alla caratterizzazione genetica di tracce biologiche. Il Centro si occupa inoltre di metodologie integrate che spaziano dalla tossicologia alla proteomica, dalla farmacogenomica all’esomica, e prevede la creazione di un Osservatorio tecnico permanente sulle droghe d’abuso e sulla loro evoluzione.
Il disegno di legge introduce infine la possibilità di adesione al Consorzio da parte delle aziende sanitarie regionali e di enti pubblici e privati in possesso di competenze coerenti con le attività svolte dal Centro.