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Insidiosa sfida di Champions League stasera in un Allianz Stadium tutto esaurito. L’incrocio con il Benfica di José Mourin non è una partita come le altre: è uno snodo cruciale per la Champions e un test di maturità per una squadra che vuole restare aggrappata al treno dei play-off. E poi, sfida nella sfida, il duello in panchina tra due allenatori di grande carisma ed esperienza. La loro presenza è già uno spettacolo. Nella conferenza stampa della vigilia Spalletti, interrogato sul proprio futuro, mantiene la linea della prudenza: “È un discorso che affronteremo nell’ultima settimana della nostra convivenza. Si va avanti con coerenza. La Juve ha avuto allenatori fortissimi e ne troverà altri. Se vorrò allenare un’altra squadra, spero di trovarla”. Più urgente, invece, il capitolo mercato, con la scadenza del 2 febbraio alle porte: “Sono questioni per i dirigenti. Io faccio un altro mestiere. Rimango fiducioso: con questi giocatori posso lottare per gli obiettivi”. Ma torniamo al match di Champions, al calcio giocato. Contro il Benfica,  Spalletti ha quasi tutta la rosa a disposizione: restano aperti i duelli Miretti-Conceição e David-Openda. A centrocampo Thuram, classe 2001, chiede spazio: “Non guardiamo la classifica, ma sappiamo quanto sia importante questa partita. Alla Juve giochi sempre per vincere. Ci sentiamo più forti e penso si veda: anche a Cagliari abbiamo creato tanto, peccato non averla portata a casa”, le sue parole davanti a taccuini e telecamere. Dopo il passo falso di Cagliari, la Juventus deve ritrovare certezze in Europa. Con 9 punti in classifica e due gare alla fine, gli scenari sono chiari, vittoria: play-off matematici e possibilità di puntare più in alto, pareggio: risultato utile, ma con il retrogusto dell’occasione persa, sconfitta: tutto rimandato ai 90 minuti da brividi di Monaco. “È uno scontro diretto, importante per noi e per loro”, sintetizza Spalletti che non nasconde la stima per Mourinho e per il Benfica: “Le squadre portoghesi ti costruiscono una ragnatela che rischia di intrappolarti. E quando c’è Mourinho, il volume del calcio si alza”. Tra i due, in passato, non sono mancati siparietti: “All’inizio ci siamo detti qualcosa, lui più di me perché in questo vince sempre. Poi ci siamo sentiti spesso al telefono. Sarà bello ritrovarlo. Che vino gli offrirei? Uno dei miei, magari rosso diretto… così lo buttano fuori”, ha scherzato Spalletti. Ma stasera in campo non si scherza più, la posta in palio è davvero alta 

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