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Torino si prepara a una giornata ad alta tensione. Sono attese oltre diecimila persone provenienti da diverse regioni e anche dall’estero, per la mobilitazione nazionale convocata dopo lo sgombero del centro sociale Askatsasuna di corso Regina Margherita. Due cortei separati confluiranno nel pomeriggio in piazza Vittorio Veneto, dove gli organizzatori annunciano un momento unitario nel nome di “Askatasuna significa libertà”. Il primo corteo partirà da Porta Susa. Il percorso è stato definito dopo un lungo confronto tra questura e promotori. Il primo spezzone si muoverà alle 14 dalla stazione di Porta Susa: vi prenderanno parte sindacati di base come Usb, Cobas Scuola e Si Cobas, gruppi studenteschi, esponenti di Potere al Popolo e attivisti del Gabrio. Il corteo raggiungerà intorno alle 14.30 la stazione di Porta Nuova, dove si unirà ad altre realtà: Movimento No Tav, Torino per Gaza, Non Una di Meno, Extinction Rebellion e Fridays for Future. Da lì la marcia proseguirà lungo corso Vittorio Emanuele e corso Cairoli. In contemporanea partirà un secondo corteo da Palazzo Nuovo, sede universitaria occupata. Qui si raduneranno collettivi studenteschi come Cua, Cambiare Rotta e Studenti Indipendenti, insieme a residenti di Vanchiglia e gruppi antagonisti arrivati da tutta Italia. Sono previsti circa cento partecipanti da Roma, delegazioni da Bologna guidate dal Labas, rappresentanti del Leoncavallo e di Cascina Torchiera di Milano, oltre a militanti provenienti da Marche, Veneto, Toscana e Campania. Attese anche presenze dall’estero, in particolare dalla Francia. Il percorso prevede il passaggio in via Po e via Bonafous, fino al ricongiungimento con il primo corteo in corso Cairoli. Una volta uniti, i manifestanti attraverseranno corso San Maurizio, corso Regio Parco e corso Novara, zone individuate come punti di arrivo e partenza dei pullman. Non è previsto il passaggio davanti all’ex Askatasuna, ma l’attenzione resta altissima: saranno impegnati circa mille agenti, di cui ottocento provenienti da reparti fuori città. Il prefetto Donato Cafagna ha emanato due ordinanze che vietano vendita e possesso di bottiglie di vetro e lattine, oltre all’utilizzo di fumogeni, materiale esplosivo e qualsiasi oggetto o indumento che possa coprire il volto, compresi caschi e maschere. Il Comune ha disposto il divieto di sosta lungo il percorso e la rimozione dei cassonetti. La mobilitazione preoccupa anche i negozianti, sia del centro sia del quartiere Vanchiglia. Molti hanno annunciato la chiusura anticipata. Dalle 13.30 il trasporto pubblico subirà forti limitazioni. Le stazioni della metropolitana di Porta Nuova e Porta Susa resteranno chiuse, e Gtt avverte che ulteriori fermate potrebbero essere interdette durante la manifestazione. Dodici linee urbane saranno sospese, mentre le linee 4 e 10 verranno sostituite da autobus. Dalle 13 chiuso l’accesso al parcheggio di via Roma da piazza Carlo Felice e quello di piazza San Carlo. La polizia locale sarà presente lungo tutto il perimetro per chiusure temporanee al traffico e per indirizzare i veicoli verso percorsi alternativi durante il passaggio dei manifestanti.