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La gestione dei valichi alpini e il futuro del traforo del Monte Bianco sono al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Nadia Conticelli. Conticelli ha chiesto alla Regione Piemonte chiarimenti sulle azioni intraprese per il raddoppio del tunnel, sui confronti avviati con il Governo italiano e le autorità francesi e sulle misure a sostegno delle imprese piemontesi penalizzate dalle chiusure. Tra le questioni sollevate anche la data di riattivazione dell’Autostrada ferroviaria alpina Torino-Lione, alternativa al trasporto merci su gomma.
La consigliera ha ricordato che il traforo del Monte Bianco è rimasto chiuso per manutenzione straordinaria dal 2 settembre al 12 dicembre 2025 e che simili interruzioni potrebbero verificarsi fino al 2050. Questo ha comportato la deviazione mensile di 30-40mila mezzi pesanti verso il traforo del Frejus, con il rischio di congestionare la tangenziale di Torino, aumentare i costi per le imprese e aggravare l’inquinamento. Il Piemonte, snodo strategico verso Francia, Svizzera e Germania, rischierebbe così un progressivo isolamento infrastrutturale. Alle criticità del Monte Bianco si aggiungono i lavori notturni al Gran San Bernardo e la galleria ferroviaria Torino-Lione ancora chiusa per una frana, che impedisce la ripresa dell’Autostrada ferroviaria alpina.
Conticelli ha inoltre sollecitato comunicazioni tempestive sulle criticità dei valichi e l’istituzione di un tavolo permanente con imprese, Camere di Commercio ed enti locali per affrontare l’emergenza del Nord-Ovest.
L’assessore regionale Gian Luca Vignale ha assicurato che la Regione ha ribadito a tutte le sedi istituzionali la necessità di tutelare gli interessi economici piemontesi, sollecitando i governi italiano e francese a contenere e coordinare nel tempo le chiusure del traforo. Vignale ha definito il sistema delle interconnessioni alpine “fragile” e ha indicato il raddoppio del traforo del Monte Bianco come un’opera strategica imprescindibile.
Per quanto riguarda l’Autostrada Ferroviaria Alpina Torino-Lione, Italia e Francia hanno avviato la notifica alla Commissione Europea. L’assessore ha sottolineato come la gestione dei valichi e delle grandi infrastrutture non possa essere affrontata con misure emergenziali, ma richieda una visione di medio-lungo periodo, in raccordo con il Governo nazionale e le istituzioni europee.