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Il Tribunale supremo spagnolo ha confermato le condanne già inflitte ai tre responsabili dell’omicidio di Andrea Costa, il 42enne originario della provincia di Cuneo ucciso nella notte del 12 settembre 2021 in un’abitazione di Vecindario, sull’isola di Gran Canaria.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima venne aggredita dal suo coinquilino, David José Roger Pérez, conosciuto come “El Adoptado”, insieme a Juan Felipe Alemán Vega. I due lo avrebbero picchiato, immobilizzato e infine soffocato. A fornire un ulteriore supporto all’azione sarebbe stata Estefanía Pino Alemán Vega, che mise a disposizione un lenzuolo strappato utilizzato per strangolare l’uomo. I due esecutori materiali erano stati condannati in precedenza a 17 anni di reclusione ciascuno, mentre la complice dovrà scontare una pena di 7 anni e 6 mesi.
Il movente del delitto sarebbe legato a una serata trascorsa insieme in un ristorante, durante la quale Costa era rimasto da solo a saldare il conto. Poco dopo il locale aveva richiesto l’intervento della polizia e, quando il gruppo era nuovamente passato nella zona, avrebbe visto la vittima parlare con gli agenti. Da quel momento, gli aggressori avrebbero temuto che l’uomo potesse denunciarli per presunti traffici di droga.
Dopo l’omicidio, il corpo del 42enne era stato caricato in un’auto e abbandonato in un’area isolata di Pozo Izquierdo, dove il veicolo era stato successivamente dato alle fiamme. Il cadavere, completamente carbonizzato, era stato ritrovato il giorno successivo dalle forze dell’ordine.
Per i giudici si è trattato di un’aggressione “brutale e continua”, avvenuta senza che gli imputati fossero sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti. La Corte ha inoltre escluso la possibilità di riconoscere attenuanti, compresa quella della confessione, ritenuta tardiva rispetto ai termini previsti.
Costa, ex operaio, si era trasferito in Spagna circa un anno prima insieme alla compagna, con cui aveva avviato un cannabis club a Carrizal, successivamente chiuso. La donna, infermiera, era poi rientrata a Cuneo con il figlio, mentre lui era rimasto sull’isola in cerca di nuove opportunità lavorative nel settore della ristorazione.