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Aveva realizzato uno scavo abusivo su un terreno adiacente alla propria abitazione, a Invorio, nel Novarese, pur trovandosi agli arresti domiciliari. Protagonista della vicenda un uomo italiano di 60 anni, poi denunciato dai carabinieri forestali e trasferito nuovamente in carcere su disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’intervento illecito ha interessato un’area di circa 2.000 metri quadrati, dove i militari hanno trovato anche mezzi da lavoro ed un escavatore in funzione. Gli accertamenti svolti insieme agli uffici tecnici del Comune di Invorio hanno permesso di stabilire che le opere in corso erano prive delle necessarie autorizzazioni edilizie e paesaggistiche.
Le verifiche hanno consentito di risalire al proprietario dell’abitazione situata accanto al cantiere e al soggetto che aveva la disponibilità del terreno interessato dagli interventi. È emerso inoltre che il 60enne era sottoposto alla misura della detenzione domiciliare per l’espiazione di un cumulo di pene superiori a tre anni.
Alla luce della violazione delle prescrizioni imposte, il magistrato di sorveglianza ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, con il trasferimento in carcere. L’uomo è stato quindi accompagnato dai carabinieri presso la casa circondariale di Novara.
Nel corso delle indagini è stato denunciato anche il titolare della ditta edile incaricata dei lavori, ritenuto coinvolto nell’esecuzione dell’intervento abusivo.