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Momenti di tensione nel carcere di Vercelli, dove un detenuto di origine algerina ha inscenato una protesta rimanendo per circa undici ore sul tetto della struttura. L’episodio è iniziato al termine dell’ora d’aria, quando l’uomo si è arrampicato lungo le scale di un padiglione adiacente al cortile destinato alle passeggiate.
Secondo quanto riferito dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria, il detenuto ha subito assunto un atteggiamento ostile, dichiarando di voler ottenere il trasferimento e minacciando di lanciarsi nel vuoto nel caso di un intervento forzato da parte degli agenti.
La situazione è stata gestita attraverso una lunga e delicata mediazione, che ha visto coinvolto anche il magistrato di sorveglianza. Dopo ore di trattative, l’uomo ha accettato di scendere, ponendo fine alla protesta senza conseguenze.
Le operazioni di recupero sono state condotte in sicurezza dai vigili del fuoco, che hanno utilizzato un cestello meccanico. Non si registrano feriti.
Sull’episodio è intervenuto Vicente Santilli, segretario piemontese del sindacato, sottolineando come situazioni di questo tipo evidenzino il ruolo complesso della polizia penitenziaria, chiamata non solo alla vigilanza ma anche alla gestione di momenti critici attraverso capacità di dialogo e mediazione.