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Il mondo dice addio ad Alex Zanardi. Si è spento all’età di 59 anni, l’ex pilota di Formula 1, diventato simbolo del movimento paralimpico. Dopo l’incidente automobilistico del 2001 che gli aveva causato l’amputazione di entrambe gambe, Zanardi si era dedicato al paraciclismo vincendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Poi nel 2020 un altro tragico incidente: uno scontro con un camion in provincia di Siena, mentre - in handbike - partecipava a una gara di beneficenza da lui organizzata. Indimenticabile la sua presenza anche alla cerimonia d’apertura dei Giochi Paralimpici di Torino 2006: "Mi chiamo Alex Zanardi e sono… un pilota”, le sue parole a fianco dell’alpinista Reinhold Messner. Cordoglio unanime - sin da quando la famiglia, nella mattinata di sabato ha reso noto il decesso - da parte del mondo dello sport e delle istituzioni. “Esempio di dedizione, passione e amore per lo sport e per la vita”, ha scritto la Juventus con un post diramato sul social X (ex Twitter). E così se ne va il campione dell’impossibile, lasciando il ricordo di un uomo che - contro tutto e tutti - non ha mai smesso di sentirsi veloce.
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