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Un sistema di controllo serrato all’interno dell’abitazione, con telecamere installate in diverse stanze e telefoni cellulari sottratti ai familiari per essere monitorati. È il quadro emerso oggi in tribunale a Torino nel corso di un processo per presunti maltrattamenti in famiglia a carico di un uomo.
A dare avvio al procedimento è stata la denuncia presentata nella primavera del 2024 dalla moglie dell’imputato, successivamente seguita anche dall’avvio della causa di separazione. L’uomo è accusato di ripetute aggressioni verbali e fisiche, oltre a episodi di tensione costante all’interno del nucleo familiare.
La coppia, di origine romena, ha cinque figli. Proprio uno di loro, sentito in aula, ha descritto una situazione di forte controllo domestico, raccontando che il padre avrebbe limitato fortemente la privacy dei familiari: “Prendeva i nostri telefoni, controllava le chat e guardava le immagini”, ha riferito.
In aula è intervenuta anche la pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Davide Pretti, mentre il procedimento proseguirà nelle prossime udienze per ulteriori testimonianze e approfondimenti istruttori.