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Ancora un episodio di violenza all’interno di un istituto penitenziario italiano. Nel carcere di Biella due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti da un detenuto di nazionalità italiana, riportando lesioni tali da richiedere cure mediche e accertamenti sanitari.
A rendere nota la vicenda sono stati i sindacati Fns Cisl Piemonte Orientale e Sinappe, che hanno denunciato l’accaduto sottolineando la crescente criticità delle condizioni operative all’interno delle carceri. Uno degli agenti coinvolti ha ricevuto una prognosi di dieci giorni, mentre per un sovrintendente sono stati disposti ulteriori controlli sanitari a scopo precauzionale.
Secondo la Fns Cisl Piemonte Orientale, episodi di questo tipo evidenziano una situazione ormai sempre più difficile da gestire per il personale in servizio. “Il personale di prima linea è costantemente esposto a rischi non più tollerabili”, evidenziano dal sindacato, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le tutele e il controllo nei reparti più delicati, in particolare nelle sezioni di isolamento.
Sulla stessa linea anche il Sinappe. Il segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo parla apertamente di una condizione “fuori controllo”, chiedendo un intervento immediato da parte dell’Amministrazione penitenziaria e del Ministero della Giustizia per garantire maggiore sicurezza agli operatori e prevenire il ripetersi di aggressioni simili.
L’episodio riaccende dunque il dibattito sulle condizioni di lavoro all’interno degli istituti penitenziari e sulla necessità di misure strutturali per la gestione dei detenuti più problematici.