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L’Europa deve tornare a garantire priorità e sostegno agli agricoltori del continente, con particolare attenzione al settore risicolo italiano. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, intervenuto a margine dei lavori del Comitato europeo delle Regioni.
Nel corso di un punto stampa, Cirio ha sottolineato la necessità di sospendere gli accordi commerciali che, a suo giudizio, stanno mettendo in difficoltà la produzione di riso europea, esposta a una concorrenza definita “non equa” proveniente da Paesi extra UE. L’appello arriva mentre nella commissione Risorse naturali (Nat) del Comitato delle Regioni è in discussione un parere sul futuro del comparto risicolo europeo, redatto proprio dal governatore piemontese.
Cirio ha evidenziato come il riso prodotto in Europa, spesso associato quasi esclusivamente all’Italia per i volumi generati, rappresenti in realtà un settore di grande rilievo sia dal punto di vista qualitativo sia economico. In particolare, ha ricordato il ruolo centrale di regioni come Piemonte e Lombardia, dove la risicoltura costituisce una componente importante dell’agricoltura locale.
Secondo il presidente piemontese, le difficoltà degli agricoltori italiani deriverebbero anche da una politica commerciale europea giudicata poco efficace, che continuerebbe a favorire l’importazione di riso da aree del mondo dove gli standard ambientali e sociali non sarebbero sempre garantiti. Cirio ha richiamato inoltre le criticità legate alle condizioni di produzione in alcuni Paesi terzi, sottolineando anche la presenza di problematiche etiche come il lavoro minorile.
Da qui la richiesta di una maggiore tutela per le produzioni europee, con l’obiettivo di difendere un settore ritenuto strategico per l’economia agricola del Paese e dell’Unione.