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La riqualificazione degli alloggi, l’efficientamento energetico e l’autorecupero, ovvero quando i futuri inquilini ristrutturano o completano direttamente la propria abitazione ottenendo il rimborso dei costi tramite sconti sull’affitto, sono al centro della gestione del patrimonio delle Agenzie territoriali per la casa piemontesi, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di alloggi assegnabili a chi si trova in situazione di emergenza abitativa. È quanto emerso nel corso dell’audizione con i rappresentanti di Atc Piemonte centrale, Piemonte sud e Piemonte nord, svoltasi nella seconda Commissione regionale.
“Attraverso l’utilizzazione di fondi propri, aiuti da fondazioni bancarie e l’autorecupero lavoriamo per rendere assegnabili più alloggi possibile. C’è anche un grande impegno nei confronti della morosità incolpevole e un collegamento costante con i comuni e con i consorzi”. Hanno dichiarato i rappresentanti Atc, che hanno inoltre sottolineato la necessità di risolvere a livello politico la questione dell’Imu, che comporta una partita di giro di pagamenti a saldo sostanzialmente zero per l’amministrazione nel suo complesso.
Sul tema intervengono le opposizioni, nella voce della consigliera regionale del Partito Democratico Nadia Conticelli che attacca la Giunta regionale e chiede di superare la stagione degli annunci. Tremila alloggi popolari vuoti nella sola area metropolitana di Torino, di cui 1606 nel capoluogo. Una domanda ancora senza risposta: quanti fondi servono davvero per rimetterli in condizioni di essere assegnati?. Si chiede il PD. Le case popolari sfitte sono un patrimonio pubblico che potrebbe rispondere almeno in parte all’emergenza abitativa, ma che spesso resta inutilizzabile per la necessità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Secondo Conticelli, la Regione Piemonte deve quantificare con precisione le risorse necessarie, soprattutto in vista del riparto del Piano Casa nazionale e dell’annunciato piano casa della Giunta Cirio.

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