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Il Piemonte conferma la propria capacità di tenuta nonostante lo scenario internazionale instabile, ma per restare competitivo deve accelerare sulla qualità, l’innovazione e le competenze. È il messaggio che emerge dalla Relazione Ires 2026, che fotografa una regione capace di mantenere segnali positivi nel 2025, ma chiamata a costruire una strategia di sviluppo di lungo periodo. Nel 2025 il Piemonte ha registrato segnali positivi: consumi delle famiglie in aumento (+1,3%), investimenti superiori alla media nazionale (+4,2%), esportazioni in ripresa (+2,7%), nuovo record turistico con oltre 6,7 milioni di visitatori e crescita dell’occupazione. Anche gli indicatori sociali mostrano dati incoraggianti, con una popolazione sostanzialmente stabile grazie ai flussi migratori, un’aspettativa di vita ai massimi storici e un aumento degli iscritti all’università e agli Its Academy. Accanto a questi risultati, però, l’Ires evidenzia un progressivo arretramento della posizione del Piemonte rispetto alle regioni più dinamiche del Nord e dell’Europa. Non si tratta di un impoverimento, ma di un lento rallentamento dovuto soprattutto alla bassa crescita della produttività, in particolare nei servizi. Per invertire la rotta, la Relazione propone la cosiddetta ’Via Alta’: una strategia fondata su filiere produttive ad alto valore aggiunto, servizi avanzati, innovazione, competenze digitali, collaborazione tra imprese, università e ricerca, infrastrutture efficienti e un welfare capace di sostenere la partecipazione al lavoro. Un percorso che punta a costruire un ecosistema più competitivo e sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. "La Relazione 2026 restituisce l’immagine di un Piemonte solido, ricco di risorse produttive, scientifiche e istituzionali, chiamato oggi a compiere una scelta strategica: investire sulla qualità dello sviluppo. La Via Alta significa puntare su innovazione, produttività, competenze e coesione per accompagnare imprese, lavoratori e territori nelle trasformazioni in corso. È questa la direzione che può rafforzare la competitività del Piemonte nei prossimi anni" ha affermato il presidente dell’Ires Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.