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"La Giunta regionale del Piemonte ha deciso di costituirsi formalmente parte civile nei procedimenti che seguiranno ai gravi scontri avvenuti sabato a Chiomonte". E’ quanto comunicato via telefono dal presidente della Regione Cirio alla premier Meloni. La telefonata è avvenuta prima dell’arrivo a Torino del presidente del Consiglio. Il capo del governo, insieme al ministro dell’Interno Piantedosi, è infatti stata nel cantiere della Tav in Valle di Susa devastato dai No Tav per constatare direttamente gli effetti degli scontri avvenuti sabato tra manifestanti e forze dell’ordine". Presente anche il capo della polizia Pisani. ’È stata una violenza organizzata, gli inquirenti facciano il massimo. Lo Stato non può tollerare ciò’, ha detto la Meloni anche in un video sui social. Il titolare del Viminale Piantedosi ha sollecitato ’le forze che si dichiarano democratiche a prendere le distanze’ dalle violenze. La segretaria del Pd Schlein accusa il governo di ’strumentalizzare i fatti che condanniamo’ e fa un appello ’a lavorare insieme per isolare i violenti’. Intanto prosegue il lavoro della forze dell’ordine. Sono oltre 800 le persone identificate dalla Polizia nei controlli a Venaus, in Val di Susa, nel torinese, al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. Le attività, rende noto la Questura, servono a identificare tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione della manifestazione. Ai fini dell’identificazione, le persone vengono filmate in volto dagli agenti mentre mostrano un documento. I controlli delle forze dell’ordine, solo nelle ultime ore, hanno interessato centinaia di persone lungo le strade della Val di Susa, prolungando l’esodo dal campeggio No Tav. Nelle scorse ore erano già state identificate altre 436 persone. Le indagini sugli assalti ai cantieri, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano il reato di devastazione. A carico di singoli, alla contestazione di devastazione, in sede giudiziaria potrebbero aggiungersene altre. In precedenza gli investigatori della polizia di Stato avevano fermato quattro antagonisti stranieri, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, le cui posizioni sono ancora al vaglio degli inquirenti. 

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