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Un medico di medicina generale è stato aggredito all’interno del proprio ambulatorio a Cerano, in provincia di Novara. Il professionista, il dottor Mauro Porzio, è stato colpito da un paziente durante l’orario di visita ed è stato costretto a ricorrere alle cure del Pronto soccorso.

A rendere noto l’episodio è stato l’Ordine dei medici di Novara, che ha espresso forte preoccupazione per l’accaduto. «Questa volta si è passato il segno», ha commentato il presidente dell’Ordine Federico D’Andrea, denunciando una situazione sempre più difficile per i sanitari.

Secondo quanto ricostruito, il paziente si sarebbe presentato in precedenza nello studio chiedendo la prescrizione di un farmaco. Il medico gli avrebbe spiegato che, in base alle nuove disposizioni, il medicinale non sarebbe più stato gratuito come in passato e avrebbe dovuto essere acquistato.

Dopo un primo confronto, l’uomo sarebbe tornato nell’ambulatorio e avrebbe iniziato una discussione con il dottor Porzio, prima con toni accesi e poi passando all’aggressione fisica. Il medico sarebbe stato colpito con alcuni schiaffi e nella colluttazione gli sarebbero stati rotti gli occhiali.

Il professionista, già in difficoltà perché costretto a muoversi con le stampelle a seguito di un precedente intervento, non sarebbe riuscito a reagire. A intervenire sono stati gli altri pazienti presenti in sala d’attesa, che lo hanno aiutato e hanno poi richiesto l’intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine.

Trasportato in ospedale, al medico sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.

Per il presidente dell’Ordine dei medici di Novara si tratta dell’ennesimo episodio che conferma una situazione ormai critica. «Alla fine del 2018 avevamo sottoposto ai colleghi un questionario sul tema delle aggressioni – ha ricordato D’Andrea – e il 36% aveva dichiarato di essere stato vittima di minacce o violenze. Sono trascorsi otto anni e la situazione è, se possibile, ulteriormente peggiorata».

L’Ordine torna quindi a chiedere interventi concreti per tutelare il personale sanitario e garantire condizioni di sicurezza a chi ogni giorno opera negli ambulatori e nelle strutture di assistenza. «Dopo quanto accaduto – ha concluso D’Andrea – è necessario che chi ha competenza in materia individui soluzioni adeguate».

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