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Le piogge della seconda parte di agosto non hanno risolto la crisi idrica del Piemonte e la situazione continua a pesare sulle imprese agricole. Confagricoltura Piemonte chiede di attivare gli strumenti previsti per la calamità naturale, e contemporaneamente sollecita una risposta strutturale sul fronte delle infrastrutture e della gestione dell’acqua. La richiesta è stata ribadita oggi dal direttore Paolo Bertolotto durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica. "Occorre - ha detto - un intervento straordinario e una forte iniziativa nei confronti del governo".
"La disponibilità dell’acqua - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - è ormai una questione strutturale per l’agricoltura. Occorre aumentare la capacità di accumulo, realizzare gli invasi necessari, ammodernare e interconnettere le reti e utilizzare meglio ogni risorsa disponibile".
"Il Piemonte - aggiunge a proposito del disegno di legge regionale in materia di riordino del sistema irriguo - presenta realtà idrauliche e produttive profondamente diverse. Il riordino amministrativo deve procedere insieme a un vero piano per la sicurezza idrica. Non basta decidere chi gestisce l’acqua: la vera sfida è avere acqua disponibile, trattenerla quando c’è e portarla alle imprese quando serve".