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Alla Juventus serviva un segnale, e il segnale è arrivato ancora una volta da Federico Gatti. All’Allianz Stadium finisce 1-1 contro il Milan, una partita che sembrava scivolare via dopo il gol di Cissé, ma che il difensore bianconero ha rimesso in piedi all’ultimo respiro.  Sui social il suo messaggio è chiaro: «Io sono questo, l’ultimo a mollare». E in campo lo ha dimostrato. La mossa decisiva è di Spalletti che nel finale lo spinge davanti come attaccante aggiunto. Una scelta coraggiosa, ma perfetta: Gatti diventa ancora una volta l’uomo dei gol pesanti, quelli che cambiano le serate e, spesso, anche gli umori.Il pareggio è meritato. La Juventus tira 14 volte contro 3, 5 a 1 nello specchio. Il Milan segna nell’unico vero tiro pericoloso, nato da un’azione viziata da un fallo evidente su Kolo Muani. E nel conto delle occasioni c’è anche il palo clamoroso di Conceição, l’unico che continua a inventare qualcosa lì davanti. La serata racconta anche altro. Kolo Muani resta sotto ritmo, poco incisivo. Meglio Woltemade nei pochi minuti concessi: fisico, presenza, movimenti utili. E convince anche Alajbegovic: pulito, tecnico, sempre ordinato. Ma la copertina, inevitabilmente, è per Gatti. Questo 1-1 pesa. Evita una sconfitta che avrebbe acceso polemiche immediate e, soprattutto, fotografa un problema che non si può ignorare: la Juventus fatica a segnare. Spalletti lo sa e ci lavorerà.
Il pareggio dice che questa Juventus ha carattere, resta dentro le partite.
E in questo momento, è una notizia importante.

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