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Aveva trasformato la propria camera da letto in un laboratorio per la produzione di sostanze stupefacenti, all’interno di un appartamento condiviso con altri universitari. Un diciottenne italiano, iscritto al corso di laurea in Ingegneria dei Materiali, è stato arrestato dalla polizia a Torino con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio. Nella sua stanza gli agenti hanno sequestrato circa 1,28 chilogrammi di dimetiltriptammina (Dmt), una potente sostanza dalle proprietà allucinogene.
L’intervento è scattato nel quartiere Pozzo Strada, dopo la segnalazione dei tre coinquilini del giovane, studenti fuori sede. Insospettiti da un forte odore acido proveniente dalla camera del diciottenne, hanno deciso di avvertire la proprietaria dell’immobile, che a sua volta ha contattato il numero di emergenza 112.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato San Paolo e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che hanno proceduto alla perquisizione della stanza. All’interno hanno trovato un’attrezzatura compatibile con un’attività di lavorazione e preparazione di sostanze chimiche: ampolle, pipette, provette, reagenti e diversi solventi, tra cui acetone e soda caustica.
Il materiale sequestrato comprendeva complessivamente circa 1.280 grammi di Dmt, suddivisi in 1.023,9 grammi di sostanza liquida e viscosa e altri 257 grammi di materiale vegetale essiccato e ridotto in polvere. Un quantitativo significativo, che ha portato all’arresto del giovane universitario.
Durante i controlli, gli agenti hanno inoltre rinvenuto alcuni grammi di hashish. Per questa sostanza il diciottenne è stato sanzionato in via amministrativa.
A far scattare l’indagine è stato dunque l’odore insolito avvertito dagli altri studenti, un dettaglio che ha spinto i coinquilini a chiedere l’intervento della proprietaria e delle forze dell’ordine, facendo emergere quanto avveniva all’interno della camera.