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Hashish, armi rudimentali, tra cui alcuni coltelli, e un’ingente quantità di frutta che potrebbe essere stata destinata alla produzione clandestina di alcol. È quanto scoperto dagli agenti della Polizia penitenziaria durante una perquisizione straordinaria effettuata alle 5.30 di questa mattina all’interno della Casa circondariale di Torino, nel primo piano del padiglione B.
L’operazione ha interessato un locale comune utilizzato dalla popolazione detenuta. Durante i controlli, il personale ha individuato un freezer all’interno del quale erano nascosti complessivamente 16 grammi di hashish. Nello stesso ambiente sono stati recuperati anche oggetti potenzialmente utilizzabili come armi, tra cui coltelli, oltre a una consistente quantità di frutta.
Proprio quest’ultimo materiale ha attirato l’attenzione degli operatori: secondo le prime valutazioni, potrebbe essere stato accumulato per essere sottoposto a macerazione e utilizzato nella produzione artigianale di sostanze alcoliche all’interno dell’istituto penitenziario.
Sono ora in corso gli approfondimenti per ricostruire le circostanze del ritrovamento, accertare a chi fosse destinato il materiale e individuare eventuali responsabilità.
A rendere nota l’operazione sono stati Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), e Vicente Santilli, segretario nazionale del sindacato per il Piemonte. Entrambi hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti, sottolineando l’importanza dei controlli all’interno degli istituti di pena.
«Esprimiamo il nostro plauso alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria che, ancora una volta, hanno dimostrato attenzione, professionalità e capacità operativa», dichiarano i rappresentanti sindacali. Il ritrovamento di droga, coltelli e materiale potenzialmente destinato alla produzione clandestina di alcol in uno spazio comune, aggiungono, «rappresenta un elemento che merita approfondimenti e conferma quanto sia indispensabile garantire controlli costanti e rigorosi».
Il Sappe richiama quindi l’attenzione sulla necessità di mantenere elevati i livelli di vigilanza e sicurezza nelle carceri, evidenziando il ruolo fondamentale del personale penitenziario nelle attività di prevenzione e contrasto all’introduzione e alla detenzione di materiale illecito.