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Una decina di adolescenti, tra ragazzi e ragazze, di circa 14-15 anni, sono finiti sotto indagine con le accuse, a vario titolo, di revenge porn, minacce e tentata estorsione ai danni di un coetaneo. La vicenda, sulla quale sta lavorando la Procura per i minorenni di Torino, sarebbe avvenuta nella tarda primavera di quest’anno in un comune del Verbano-Cusio-Ossola.
Nelle scorse settimane gli inquirenti hanno concluso le indagini preliminari e ora si attende la decisione della Procura sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per i giovanissimi coinvolti. Tra gli indagati ci sarebbero anche alcuni compagni di scuola della presunta vittima.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con alcune fotografie che il ragazzo avrebbe inviato privatamente a una coetanea. Immagini che, successivamente, sarebbero state diffuse senza il suo consenso e condivise all’interno di alcune chat di gruppo, raggiungendo così altre persone.
La situazione sarebbe poi degenerata con minacce e richieste di denaro. Al giovane sarebbe stato chiesto di pagare una somma per impedire che le fotografie venissero ulteriormente diffuse e inoltrate ad altri. In caso di mancato pagamento, sarebbero state prospettate ulteriori divulgazioni delle immagini.
Un quadro accusatorio particolarmente delicato, che coinvolge ragazzi ancora in giovanissima età e che pone nuovamente l’attenzione sui rischi legati alla condivisione di contenuti intimi attraverso smartphone e piattaforme di messaggistica. Le responsabilità dei singoli indagati dovranno ora essere accertate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.