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Momenti di tensione nel centro di Torino, dove una trentina di manifestanti si è radunata in piazza Carignano per contestare la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, in visita al Museo Egizio. Il gruppo ha tentato di raggiungere via Accademia delle Scienze, ma è stato fermato da un cordone delle forze dell’ordine. «Svendi l’università alla guerra», lo slogan rivolto alla ministra.

Dopo una prima fase di presidio, con striscioni e rivendicazioni, sono iniziati i contatti con gli agenti, tra spintoni e momenti di tension. Quando gli studenti sono riusciti a correre nelle vie adiacenti per provare a raggiungere l’Egizio da un’altra strada, sono stati bloccati, in particolare all’incrocio tra via Carlo Alberto e via Maria Vittoria, dove ci sono stati spintoni e qualche manganellata, ma nessuna carica.
Secondo quanto riferito dagli studenti universitari, alcuni giovani erano riusciti in precedenza a entrare al Museo Egizio pagando il biglietto, ma sarebbero stati bloccati prima di poter chiedere un confronto con la ministra.

Al centro del dibattito in modo particolare l’occupazione del Campus Luigi Einaudi, per cui l’ateneo ha deciso di sospendere momentaneamente le lezioni, ricorrendo alla didattica a distanza. La ministra Bernini si è pronunciata sulla questione: "La didattica deve tornare a svolgersi in presenza. Ho già spiegato alla rettrice Prandi che non abbiamo intenzione di autorizzare la didattica a distanza oltre i limiti consentiti dalla legge: l’università non ha motivo di ricorrervi, se non in presenza di eventi catastrofali. Un’occupazione non è un evento catastrofale. Gli studenti devono poter riappropriarsi dei propri spazi, frequentare le lezioni, sostenere gli esami e laurearsi in presenza". Lo ha detto la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ha incontrato a Torino che ha incontrato una delegazione di studenti contrari all’occupazione del Campus Einaudi, tra cui il Fuan-Azione Universitaria. Con lei il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e il prorettore dell’ateneo torinese Gianluca Cunimberti.

"Rispettiamo il disagio e ogni forma di manifestazione del dissenso. Siamo sempre disponibili al confronto, ma impedire agli altri studenti di studiare è qualcosa che va oltre il diritto di manifestare" ha affermato Bernini.
"Sono sempre disponibile all’ascolto- ha aggiunto - ma deve essere un ascolto attivo, basato anche sui numeri e sui fatti. Il confronto deve essere reciproco e deve consentire a tutti di esprimere le proprie ragioni. L’università è dialogo per definizione, ma è dialogo, non prevaricazione". 
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