Condividi:

E se un giorno di sciopero generale di lavoratori, e di stessi giornalisti in piazza per chiedere il rinnovo di un contratto fermo da quasi 10 anni si conclude con uno spargimento di letame, scritte e insulti sui muri di una redazione, libri e documenti buttati per terra, forse qualche problema c’è. Unanime la solidarietà arrivata da parte di istituzioni, politica e colleghi nei confronti della redazione de La Stampa di Torino, in via Lugaro 15, che sul finire della giornata di mobilitazione per lo sciopero generale è stata invasa da uno spezzone di manifestanti che si era staccato dal gruppo principale. La redazione era deserta, i giornalisti erano in sciopero. Gli stessi giornalisti contro cui si sono scagliati verbalmente i manifestanti pro-Palestina. Il comitato di redazione ha rilasciato un comunicato che racconta quei momenti, si legge: “Senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di «Giornalista terrorista, sei il primo della lista» hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta. “


Il gruppo ha manifestato durante il corteo con slogan a sostegno dell’imam di via Saluzzo Mohamed Shahin, spesso capofila delle proteste di questi 2 anni, che è stato arrestato e portato in un Cpr di Caltanissetta. Il blitz è arrivato dopo la convalida di arresto. Lunedì l’udienza in cui si deciderà per l’eventuale espulsione dell’uomo verso l’Egitto. E gli stessi giornalisti de la stampa erano stati tra quelli a testimoniare la rete di solidarietà religiosa, e in parte politica espressa nei confronti dell’imam. Il comunicato del Cdr continua così: l’azione avviene in un giorno di mobilitazione nazionale della nostra categoria, impegnata a difendere i propri diritti, la propria dignità di lavoratrici e lavoratori, e poi prendere di mira la sede di un quotidiano sia una pratica squadrista, perciò da respingere in toto nella forma e nella sostanza. Inoltre, è francamente incredibile che le forze dell’ordine, solerti di fronte alla gran parte delle manifestazioni, comprese quelle pacifiche, abbiano lasciato comodamente invadere la redazione di un giornale, cioè un posto di lavoro.” Sulla questione in queste ultime ore si è espressa anche la premier Giorgia Meloni che ha definito l’atto inaccettabile. Anche Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla ferma condanna della violenta irruzione nella sede del quotidiano. Condanna anche da parte del ministro dell’interno Piantedosi, dell’università di Torino, delle sigle sindacali, dell’Associazione Stampa Subalpina, della FNSI, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e del Piemonte. "L’intrusione e i danneggiamenti sono inaccettabili" sono state le parole del sindaco. piena solidarietà alla Stampa e ai suoi giornalisti anche da parte del presidente Alberto Cirio. Tanti i messaggi del mondo politico e istituzionale a sostegno dei giornalisti, che purtroppo non per la prima volta subiscono attacchi violenti e non. “Un episodio che si aggiunge ad altre aggressioni dei quali sono state vittime giornaliste/i in tutta Italia – scrivono dal Cdr – che conclude “Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire. “

E sono una trentina le persone identificate dalla Digos dopo l’assalto di ieri alla redazione torinese del quotidiano "La Stampa". Le prime identificazioni sono arrivate dall’analisi dei filmati acquisiti. Secondo quanto si apprende, tra gli identificati figurano attivisti del centro sociale Askatasuna e dei collettivi studenteschi Collettivo universitario autonomo e Kollettivo studentesco autorganizzato, riconducibili sempre al centro sociale. Tra le persone identificate, a quanto si apprende, c’è anche il sedicenne che era stato fermato e ammanettato davanti al liceo Einstein durante gli scontri tra studenti di sinistra e di destra. La Digos prosegue il lavoro per dare un volto agli altri partecipanti all’irruzione. Al momento non risultano ancora denunce. 

Tutti gli articoli