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Si allarga l’inchiesta sul sequestro di persona avvenuto a Torino lo scorso 9 marzo ai danni di un ragazzo di 17 anni. Nelle scorse ore la polizia ha arrestato un uomo di 49 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere rimasta finora ineseguita perché l’indagato si era reso irreperibile.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra mobile, diretti dal dirigente Davide Corazzini, sotto il coordinamento della Procura. Il provvedimento si inserisce nel filone investigativo che, già nel dicembre scorso, aveva portato all’emissione di quattro misure cautelari nei confronti di altrettante persone: tre finite in carcere e una sottoposta al divieto di avvicinamento alla vittima con applicazione del braccialetto elettronico. Il 49enne rappresentava il quinto tassello dell’indagine.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’origine del sequestro ci sarebbe stata una lite scoppiata la notte precedente all’interno di una discoteca torinese. Il giorno successivo il minorenne sarebbe stato contattato da un diciottenne, che gli avrebbe proposto un incontro chiarificatore. In realtà, il giovane avrebbe coinvolto il padre e altri conoscenti, dando vita a una vera e propria spedizione punitiva.
Il gruppo avrebbe aggredito il 17enne con calci e pugni, costringendolo poi a salire nel bagagliaio di un Suv. Il ragazzo sarebbe rimasto chiuso nel baule per circa mezz’ora, prima di essere abbandonato nel quartiere Barriera di Milano, con l’intimazione di non rivolgersi alle forze dell’ordine.
Nonostante le minacce, la vittima ha denunciato l’accaduto ed è stata accompagnata in ospedale per le cure. Le indagini hanno infine permesso di rintracciare il 49enne in un alloggio del quartiere Lucento, utilizzato come struttura ricettiva a breve termine, dove si stava nascondendo. Nell’ambito dell’inchiesta, una terza persona è stata inoltre denunciata per favoreggiamento.