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Si apre con un rinvio il processo con rito ordinario a carico di 16 ex dirigenti dell’azienda ospedaliera Città della Salute di Torino, coinvolti nell’inchiesta sui bilanci dell’ente. Il procedimento giudiziario nasce da un’indagine che abbraccia un arco temporale di dieci anni, dal 2013 al 2023, coordinata dai pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Rizzo.

Secondo l’impianto accusatorio, i conti dell’azienda sarebbero stati alterati per ridurre artificialmente l’entità del disavanzo. In particolare, sotto la lente degli inquirenti sono finite le voci legate alla libera professione intramoenia. Per anni, stando a quanto ricostruito, non sarebbe stato richiesto ai medici che svolgevano attività privata all’interno delle strutture pubbliche il versamento della quota del 5% prevista dalla legge Balduzzi.

Una prassi che, sempre secondo l’accusa, avrebbe contribuito ad ampliare nel tempo un buco di diversi milioni di euro nei bilanci dell’azienda sanitaria. Tra gli imputati figurano gli ex direttori generali e amministrativi che si sono succeduti alla guida della Città della Salute nel periodo oggetto dell’inchiesta. I reati contestati, a vario titolo, comprendono anche il falso ideologico in atto pubblico.

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