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16 maggio 1976, al triplice fischio di Torino-Cesena terminata 1-1, il Toro è campione d’Italia. Sono trascorsi esattamente 50 anni da quel pomeriggio incredibile. Una vittoria che andava al di là dello Scudetto, con un valore simbolico assoluto per un intero popolo che poteva tornare ad esultare 27 anni dopo la tragedia di Superga e dedicare il ritorno alla vittoria agli Invincibili.
C’era voluto un Torino gagliardo, una squadra capace di non arrendersi mai, che rispolverò in quella stagione tutto il suo “tremendismo” di Arpiniana memoria.
Il presidente era Orfeo Pianelli, uno che per non la sciare nulla al caso per scaramanzia indossò un cappotto di lana anche d’estate, “perchè portava bene”. Sulla panchina c’era Gigi Radice, innovatore, visionario, vincente. Appena vinto lo scudetto invece di festeggiare mister Radice si rammaricò per il pareggio in quell’ultima partita. Mentalità.
Poi la rosa. Che molti tifosi granata snocciolano ancora a memoria. Tra i pali il “giaguaro” Castellini, in difesa non si passava tra Roberto Salvadori, Mozzini, Santin, Caporale.
A tenere alti i giri del motore Patrizio Sala. Poi l’eleganza calcistica di Renato "Zac" Zaccarelli, sulle sue spalle l’immenso dieci di Valentino Mazzola, il capitano dalle maniche arrotolate e simbolo del tremendismo granata.
Tanta altra classe era sprigionata poi da Eraldo Pecci, uniti ai palloni che sembravano versi scritti dai piedi del "Poeta del gol", capitan Claudio Sala.
Infine i simboli indelebili di quel Torino scudettato i "Gemelli del gol" Francesco Ciccio Graziani, eroe combattente e rapace d’area come pochi e Paolo Pulici, che Gianni Brera ribattezzò “Puliciclone”. Per i tifosi del Toro ancora oggi simbolo dell’essenza del granatismo, fratello che vive ancora nell’anima cosa significa essere del Toro, per tutti semplicemente Pupi. Iconico il gol di Pulici nell’ultima giornata che valse lo Scudetto, in tuffo di testa nell’angolino. L’1-1 al Cesena, il triplice fischio, lo Scudetto, a 27 anni dalla tragedia di Superga. 50 anni fa oggi una marea umana si riversò per le strade, quelli che riuscirono salirono a Superga per festeggiare con il Grande Torino per chiudere idealmente un cerchio dalla tragedia al trionfo. L’indimenticabile giornalista Gian Paolo Ormezzano all’indomani titola: “Toro, lassù qualcuno ti ama”. Oggi 50 anni fa il Toro vinceva lo Scudetto, purtroppo a volte i ricordi valgono più della realtà. Ma la realtà dice che anche oggi, mezzo secolo dopo, il Torino è campione d’Italia.
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