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28 centesimi, presa così potrebbe sembrare una cifra irrisoria. Ma il discorso cambia quando si aggiunge la locuzione al litro. Sì, perchè il Piemonte è tra le regioni italiane che hanno registrato i maggiori aumenti del prezzo della benzina negli ultimi mesi. Secondo l’elaborazione realizzata da Cna nazionale sui dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, rispetto alla fine di febbraio il prezzo della benzina è cresciuto in Piemonte proprio di circa 28 centesimi al litro, collocando la regione tra quelle maggiormente interessate dall’impennata dei carburanti, dietro solo al Friuli-Venezia Giulia (+29,2 centesimi) e alla pari con la Toscana.
Un aumento, dunque, che supera la media nazionale, ferma 24,3 centesimi al litro per la benzina e 31,9 centesimi invece per il gasolio. L’ultima rilevazione pubblicata dal Mimit indica un prezzo medio sulla rete stradale self service di 1,911 euro al litro per la benzina e di 2,040 euro per il gasolio. Rincari che per un’impresa che per esempio consuma mille litri di gasolio, determinano una maggiore spesa di circa 400 euro. "Ancora una volta le nostre imprese si trovano a fare i conti con un incremento dei costi che non dipende dalla loro capacità organizzativa o produttiva, ma da fattori internazionali che finiscono per scaricarsi interamente sul sistema economico - dichiara Giovanni Genovesio, presidente di Cna Piemonte -. L’aumento del prezzo dei carburanti non riguarda soltanto il settore dell’autotrasporto, ma coinvolge tutta l’economia regionale".
Per Cna Piemonte è necessario rafforzare il monitoraggio dell’intera filiera dei carburanti, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi e accelerare la definizione di una politica energetica nazionale capace di assicurare stabilità e costi sostenibili alle imprese. "Servono regole chiare, mercati trasparenti e una strategia energetica che consenta alle aziende di programmare investimenti e sviluppo senza essere esposti alle oscillazioni dei costi" conclude Genovesio.