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È lunga quanto due campi da calcio, pesa migliaia di tonnellate ed è progettata per lavorare anche sotto spessori di roccia che possono arrivare fino a 2.000 metri. È la prima delle due gigantesche frese meccaniche destinate al versante italiano del tunnel di base del Moncenisio, infrastruttura centrale della futura linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. La macchina è stata consegnata ufficialmente oggi nello stabilimento tedesco Herrenknecht, dove è stata realizzata per il raggruppamento di imprese Uxt, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

La Tbm (Tunnel Boring Machine) sarà utilizzata nel cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, dove inizierà i lavori con lo scavo della seconda discenderia e successivamente proseguirà con la galleria sud del tunnel di base. Lo scavo, già avviato sul lato francese, avanzerà sotto la montagna fino a raggiungere Susa. Nei prossimi anni saranno complessivamente sette le frese impiegate per realizzare circa il 75% degli scavi dell’opera tra Italia e Francia.

La cerimonia di consegna è stata celebrata con la rotazione simbolica della testa della macchina. All’evento hanno preso parte il presidente di Telt Daniel Bursaux e il direttore generale Maurizio Bufalini, oltre ai rappresentanti delle imprese coinvolte. Presenti anche il console italiano a Friburgo Pietro Falcone e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. In collegamento da remoto sono intervenuti il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot.

Il sito di Chiomonte rappresenta il principale cantiere italiano della tratta transfrontaliera. Dal 2012 è stato dichiarato sito di interesse strategico nazionale e costituisce il punto di accesso ai lavori del tunnel di base sul versante italiano. In queste settimane sono in corso le operazioni preparatorie per accogliere la fresa, che sarà smontata e successivamente trasferita in Val di Susa. Qui verrà riassemblata, con la testa e i motori montati nuovamente in superficie prima di iniziare la discesa nella montagna, prevista nel 2027. L’obiettivo è scavare circa 10 chilometri di galleria fino a Susa. Nel periodo di massima attività il cantiere potrà impiegare fino a 700 lavoratori.

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